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Blog

15 gennaio 2026

Elemento grafico


Benvenuto in Appunti di percorso.

Oggi voglio fare delle riflessioni sul tema della responsabilità.

Esiste un confine invisibile che divide le persone: la capacità di rispondere delle proprie azioni.

Per motivi che sfuggono alla logica umana e che solo Dio conosce, alcune persone sembrano prive di questo senso del dovere verso se stesse e il mondo. Vivono in un costante stato di vittimismo, pronte a scaricare sugli altri il peso dei propri insuccessi, trasformando ogni errore in una colpa altrui.

Ma la vera crescita non può prescindere da una sosta davanti allo specchio o di fronte alla propria coscienza.

Assumersi la responsabilità non è un atto di penitenza, ma un esercizio di libertà che parte da una riflessione onesta sui propri errori e sulle proprie lacune. È un’autocritica costruttiva che non serve a demolirci, ma a fornirci gli strumenti per ricostruire una versione più solida di noi stessi. Senza il riconoscimento del proprio limite, non può esserci evoluzione.

In ultima analisi, è la responsabilità che compie il miracolo: eleva luomo dal non fare all’agire. Finché diamo la colpa all'esterno, restiamo spettatori passivi della nostra sfortuna. Nel momento in cui diciamo "dipende da me", smettiamo di subire e iniziamo a costruire.

Visto in quest'ottica, la responsabilità è davvero il motore che trasforma l'intenzione in destino.

E tu:

  • Quante volte nell'ultimo mese hai cercato un colpevole esterno per un mancato traguardo?
  • Qual è quell'errore che, se accettato pienamente, potrebbe diventare il tuo più grande insegnamento?
  • Oggi preferisci la comodità dell'alibi o la fatica (ma la dignità) dell'azione?

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